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Gli sbocchi lavorativi per un Osteopata

L’Osteopatia offre diversi sbocchi lavorativi e negli ultimi anni ha riscontrato un netto aumento di interesse nel mondo del lavoro. 

Basti pensare che 10 milioni di italiani ricorrono all’Osteopatia per trattare svariati disturbi, dall’apparato muscolo-scheletrico a quello respiratorio o gastro-enterico. 

Si stima che gli osteopati siano circa 12 mila in Italia. 
Quanto ai pazienti, nel 2017 il ROI (Registro Osteopati Italiani) ha pubblicato un’indagine demoscopica realizzata dall’Istituto di ricerca Eumetra Monterosa su un campione rappresentativo di popolazione italiana. Dalla ricerca è emerso che due cittadini su tre conoscono l’osteopatia e il 20% degli italiani, vale a dire 10 milioni, come detto precedentemente, si è rivolto a un osteopata. 

Il 90% di chi ha usufruito delle cure osteopatiche si è dichiarato molto o abbastanza soddisfatto.

Oltre alla possibilità di poter lavorare in uno studio privato, l’osteopata si sta sempre più inserendo nel campo medico-sanitario per collaborare con diverse figure professionali. Gli ambiti di intervento dell’Osteopatia sono svariati e le collaborazioni possono riguardare i diversi ambiti medici come.
Quest’ultimi sono ad esempio: Ortopedia, Pediatria, Geriatria, Odontoiatria e Gnatologia, Oculistica, Urologia, Gastro-enterologia, Cardiologia, Ginecologia, Otorinolaringoiatria ecc.

L’Osteopata è sempre più presente anche in ambito sportivo. Basti pensare a tutte le società che si affidano e hanno all’interno del proprio Staff medico, unitamente ad altri professionisti, anche la figura dell’Osteopata.

Attraverso trattamenti sull’atleta si possono ridurre sensibilmente gli infortuni nonché si limitano sensibilmente problematiche derivanti dall’over training.

Ciò ha permesso  all’osteopatia di assumere un ruolo preventivo rilevante.
In questo articolo andremo a definire la figura dell’Osteopata e gli sbocchi lavorativi di questa figura professionale.

Chi è l’Osteopata 

L’Osteopata è un professionista sanitario, che, attraverso tecniche manuali, individua e corregge le zone di disfunzione del corpo, favorendo così il naturale processo di autoguarigione. 

Per meglio inquadrare la figura dell’Osteopata bisogna analizzare i 4 Principi chiave della filosofia Osteopatica che sono:

  • Il corpo è unità; la persona è unità di corpo, mente e spirito.
  • Il corpo è capace di autoregolazione, di autoguarigione e di conservazione della salute.
  • La struttura e la funzione sono in relazione reciproca.
  • Una terapia razionale poggia sulla comprensione dei principi base dell’unità del corpo, dell’autoregolazione e dell’interazione di struttura e funzione.

L’Osteopatia, per questi principi fondamentali, è una disciplina che si avvale di un approccio centrato sulla persona.
Attraverso una valutazione del paziente nella sua soggettività, l’osteopata pianifica innanzitutto degli obiettivi clinici. Successivamente effettua trattamenti in autonomia o in collaborazione con altri professionisti.

Le esigenze e le aspettative del paziente costituiscono un aspetto fondamentale del trattamento, insieme alle migliori evidenze scientifiche.

La valutazione osteopatica e il trattamento osteopatico si avvalgono di un’ampia gamma di approcci e tecniche manuali non invasive e adeguate alle caratteristiche di ogni singolo paziente, dal neonato al paziente anziano.

Le evidenze scientifiche suggeriscono che il trattamento osteopatico può essere una valida risposta a diverse condizioni cliniche sia nei pazienti adulti, sia in quelli pediatrici. Il fine ultimo del ragionamento clinico osteopatico prevede di identificare le priorità di trattamento e prevenire l’insorgenza o il peggioramento di disturbi che compromettono quotidianamente la qualità di vita del paziente.

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Perchè intraprendere un percorso di studi di osteopatia

Prima di spiegare perché intraprendere il percorso di studi di Osteopatia e gli sbocchi lavorativi, è bene analizzare cosa vuol dire Osteopatia.
Il significato di questa parola può trarre in confusione se si pensa alla terminologia della Medicina tradizionale, la quale attribuisce al termine “-patia” il significato di “affezioni a carico di un organo o sistema”.

In realtà la parola scomposta deriva dall’inglese “path” – sentiero. Questo sentiero è il pensiero iniziale del fondatore dell’Osteopatia, A.T. Still che vedeva l’organismo come un’unità in movimento. Il corpo viene visto in modo olistico, per l’appunto, come un’unità e un sistema composto da muscoli, scheletro e organi che hanno come punto di collegamento i centri nervosi della colonna vertebrale.

Negli ultimi anni sempre più persone ricorrono ai trattamenti osteopatici per risolvere i loro problemi fisici con risultati sicuramente positivi. Questo è sicuramente un aspetto molto importante, che incuriosisce gli studenti ad approcciare la materia.

Il percorso di studi in Osteopatia – alquanto complesso e articolato in molteplici discipline (Cranio-Sacrale, Viscerale, Fasciale, Strutturale) – amplifica le conoscenze di molte figure già operanti nell’ambito medico sanitario. Fornisce inoltre differenti strumenti per poter individuare la causa primaria di una disfunzione. 

Grazie alle numerose tecniche affrontate, l’osteopata tenta di riportare il corpo e l’intero organismo verso l’omeostasi.

Intraprendere questo tipo di studio vuol dire abbracciare questa filosofia (come la intendeva il Dottor Still) olistica del corpo umano e non più dividerla per apparati o sistemi scissi l’uno dall’altro.  

In che modo può intervenire l’Osteopata?

Le tecniche osteopatiche permettono di intervenire su molteplici aspetti nonché agire su disfunzioni dell’organismo.
Tale approccio risulta pertanto unico rispetto a quello prettamente medico-individualistico.

L’attenzione nell’interconnessione dei diversi distretti anatomici e l’integrazione dei differenti sistemi dell’organismo (cardio-circolatori, respiratorio, muscolo-scheletrico, gastro-intestinale, uro-genitale) permette ad ogni Osteopata di poter indagare a fondo e con scrupolosità la persona. 

Tale tecnica, se correttamente approcciata, può dare corso ad una serie di collaborazioni con diversi specialisti medico-sanitari (ortopedici, pediatri, medici di base, dentisti, ginecologi, ostetriche ecc.. ) finalizzate alla risoluzione del problema e al benessere del paziente.

E’ la stessa OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – che definisce l’osteopatia una terapia volta a supportare la funzionalità fisiologica del corpo tramite l’utilizzo di una varietà di tecniche manuali non invasive. Per questo motivo il trattamento osteopatico si occupa di trattare una vasta gamma di disturbi, causati da disfunzioni ai sistemi muscolo-scheletrico, vascolare, neurologico, viscerale o fasciale. 

Come anticipato in premessa, vi è infine un altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione quando si tratta di “trattamento osteopatico”.
La prevenzione: l’osteopata che tratta l’individuo, indipendentemente dall’età dello stesso, può intervenire sulla persona e, mediante apposite tecniche, individuare e prevenire eventuali possibili disturbi futuri. Quest’ultimi possono essere causati dalla crescita del paziente o legati a possibili problematiche dovute all’avanzare dell’età. 

Sbocchi lavorativi 

Gli sbocchi lavorativi che offre il mercato ad un Osteopata sono molti.

Al termine del percorso di studi, l’Osteopata può decidere di svolgere la propria attività aprendo un studio autonomo dove svolgere visite private. Può oppure collaborare in centri polispecialistici, avvalendosi della collaborazione e/o del lavoro di team con le diverse figure sanitarie specializzate come Ortopedici, Medici di base e Dentisti. 

Quest’ultima soluzione sta trovando sempre più consensi e tale scelta sembrerebbe giovare anche ai pazienti.
Quest’ultimi, grazie all’intervento di diversi specialisti, riescono ad ottenere un risultato ottimale volto al raggiungimento del benessere della persona. 

Si sta sempre più consolidando la collaborazione tra il Pediatra e l’Osteopata andando ad ampliare gli sbocchi lavorativi di quest’ultimo.

Infatti, il cranio dei bambini, sino ai 18-24 mesi circa di età, è in piena formazione, con alcune parti, le c.d. “fontanelle” non ancora del tutto chiuse. 

Per tale ragione è importante, attraverso un metodo del tutto non invasivo, la “manipolazione” da parte di un professionista che può andare a correggere piccoli e impercettibili disturbi che potrebbero contribuire negativamente alla formazione definitiva della calotta cranica.

Sempre sui neonati possono essere anche eseguiti trattamenti per la plagiocefalia oggetto tra l’altro di numerosi approfondimenti scientifici.
La manipolazione osteopatica si basa sulla mobilizzazione delle suture craniche (al fine di migliorare la forma della testa), in concomitanza con tecniche molto dolci sul sacro e le pelvi.

sbocchi lavorativi

Come si diventa Osteopata (percorso)

Esistono due vie d’accesso principali per diventare Osteopata. Frequentare un corso dalla durata di 5 anni o frequentare un corso dalla durata di 4 anni. 

Il primo percorso di studi, con durata di 5 anni può essere intrapreso da studenti con diploma di scuola secondaria di secondo grado o diplomi professionali. In questo percorso di studi lo studente si troverà un percorso formativo completo delle scienze di base come anatomia, patologia, fisiologia cellulare, biomeccanica, biochimica, biofisica, embriologia, istologia, neurologia e altre materie, oltre alle materie prettamente osteopatiche (strutturale, viscerale, fasciale, cranio-sacrale).

Il secondo percorso, invece, è indirizzato a persone con una laurea pregressa in scienze motorie o professioni sanitarie. L’approccio alla materia e agli studenti è nettamente  differente rispetto all’altro percorso in quanto gli allievi che lo frequento hanno già un pregresso bagaglio formativo derivante dal precedente percorso di studi e, pertanto, si ritengono alcuni concetti iniziali, già ampiamente trattati. Verrà dedicata maggior attenzione ad alcune materie prettamente specialistiche, come ortopedia, neurologia, patologia,  radiologia, fisiologia, oltre alle materie prettamente osteopatiche (strutturale, viscerale, fasciale, cranio-sacrale).

Tutti gli studenti iscritti ad un corso di osteopatia sono tenuti a svolgere un tirocinio durante il loro percorso formativo.

Conclusioni

L’osteopatia in conclusione è un percorso di studi entusiasmante, completo e con l’attenzione verso la persona. Non solo lo studente ma anche il paziente abbraccia questa filosofia e  l’Osteopatia riesce a concentrare l’attenzione sul problema reale dell’individuo.

Questa filosofia osteopatica e questo pensiero dell’unità del corpo la ritroviamo sicuramente in questa frase:

“Conosci la tua anatomia e la tua fisiologia, ma quando poni le mani sul corpo di un paziente, non dimenticare che vi abita un’anima vivente”
A.T. Still
Padre dell’Osteopatia

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