fibromialgia

Fibromialgia: come l’Osteopata può intervenire

La fibromialgia, o sindrome fibromialgica, è una malattia caratterizzata da dolori diffusi a carico delle articolazioni (spalla, gomito, polso, anca, ginocchio, caviglia), dei legamenti e dei muscoli.

È conosciuta anche col nome di “malattia invisibile” perché tutte le indagini risultano negative e il paziente appare sano.

Caratterizzata da forte dolore in seguito a stimoli di lieve entità o stimoli che non provocano normalmente dolore. È inoltre caratterizzata da stanchezza e dolore al semplice tatto che spesso rende la vita quotidiana molto complessa nella gestione delle proprie attività.

La fibromialgia determina perdita di sonno che compromette il corretto funzionamento del corpo in quanto è durante il sonno che avvengono numerose attività a livello cellulare per il recupero fisico.

Per anni è stata una malattia non riconosciuta e spesso il paziente che ne era affetto, veniva quasi accusato di avere problemi psicologici e di inventarsi dolori che non esistevano.

La Fibromialgia colpisce maggiormente le donne, con una percentuale che si aggira intorno al 2-4% e può essere associata anche a depressione e/o ansia.

Ad oggi non esistono test specifici per diagnosticare la fibromialgia.

Cause della fibromialgia

Non si sa ancora cosa sia alla base della malattia, alcuni studi hanno dimostrato che vi è una base anche genetica. Infatti, studi dimostrano come sia più facile per fratelli, genitori, figli di persone con fibromialgia, contrarre la stessa malattia.

Studi effettuati su gemelli, hanno evidenziato come la causa della fibromialgia, sia per metà ambientale e per metà genetica.

Si pensa che le sensazioni dolorose siano amplificate quindi che vi sia un’alterazione del modo in cui il cervello elabora i segnali di dolore.
Tutto ciò a seguito di alterazioni a livello di sostanze che regolano la percezione del dolore nel sistema nervoso centrale.

Ad esempio una persona affetta da questa malattia, può trovare doloroso un massaggio rilassante, a causa della pressione esercitata sul suo corpo, dal terapista.

Alla base della fibromialgia possono esserci eventi traumatici di natura sia fisica (come, ad esempio, incidenti o forti traumi), sia psicologica (come una perdita e/o lutto).

Non è raro, infatti, che la fibromialgia esordisca dopo una grave malattia di un famigliare, dopo una separazione, dopo un licenziamento dal lavoro o dopo un periodo di super lavoro.

Vi sono però altre cause che possono scatenare la fibromialgia, come le malattie autoimmuni, malattie nelle quali il corpo attacca se stesso (esempio artrite reumatoide).

Assolutamente importanti, da questo punto di vista, sono anche tutte le forme di stress.

fibromialgia

Sintomi

I sintomi più comuni, oltre al dolore in tutto il corpo presente di giorno e di, sono:
– la stanchezza generalizzata che rende difficoltoso ogni semplice movimento e/o sforzo fisico
– l’insonnia
– formicolii
– difficoltà di concentrazione
cefalea
– dolore addominale con presenza di colon irritabile
– stitichezza alternata a diarrea
– vertigini e sensazione di mani e piedi gonfi
– vertigini, tachicardia, alterazione dell’equilibrio
– bocca secca, dolore toracico e senso di “nebbia” che non permette di portare a compimento delle azioni a causa di mancata concentrazione
– forte emicrania che a volte costringe il paziente a letto per intere giornate

Il dolore nel paziente fibromialgico è così diffuso che spesso viene confuso per influenza.

Diagnosi 

La diagnosi della fibromialgia non è facile perché, pur in presenza dei sintomi tipici della malattia, gli esami di laboratorio si presentano completamente nei limiti e non si rilevano alterazioni d’organo.

La diagnosi di solito viene fatta basandosi sui dolori diffusi riferiti dal paziente.

Non vi sono esami del sangue o raggi X, o esami ecografici o risonanze magnetiche che permettano di effettuare la certificazione della malattia.

Solitamente l’operatore sanitario, si avvale di questionari appositi, per la rilevazione della fibromialgia, uniti alla valutazione fisica del paziente (dolore diffuso nelle varie articolazioni e su punti muscolari specifici). Oppure al racconto che il paziente fa di eventuali traumi fisici o psicologici che ha avuto nel corso degli anni.

I reumatologi, i medici di base, i medici fisiatri, sono deputati alla corretta diagnosi.
Gli psicologi, i fisioterapisti, gli osteopati , gli infermieri e assistenti medici, dovrebbero essere coinvolti nel percorso che aspetta i pazienti portatori di questa malattia.  

Solo con un ottimo lavoro di gruppo, è possibile ottenere risultati importanti e validi (riduzione dolore e miglioramento qualità di vita) per il paziente.

Pericoli

Il dolore diffuso soprattutto a carico della muscolatura del rachide cervicale e della colonna in toto con conseguente rigidità, limitazione nei movimenti e stanchezza è dovuto ad una scorretta circolazione sanguigna e quindi mancato apporto di ossigeno e nutrimento ai muscoli.

In alcune occasioni può determinare alterazione dell’equilibrio con associata nausea, mentre a livello degli arti inferiori può determinare crampi e spossatezza con la sensazione di non saper dove mettere le gambe (sindrome gambe senza riposo).

Può spesso provocare ansia e depressione con tutto ciò che queste due malattie possono portare:
– dal punto di vista psicologico: paura, perdita della voglia di vivere perché non si vede una valida soluzione al dolore)
– fisico: aumento della sedentarietà in quanto l’eccessivo lavoro porta a dolore e stanchezza marcata

La sedentarietà può portare a:
– problemi cardiaci
– aumento di peso con tutto ciò che di problematico comporta dal punto di vista delle malattie cardiache, respiratorie, e quelle legate ad un aumento di colesterolo e zuccheri nel sangue
– aumento dello stress che è causa di forte tensione muscolare con aumento quindi della percezione del dolore
– sovraccarico del muscolo diaframma con conseguente ritenzione idrica
– difficoltà digestive e nell’andare in bagno con regolarità
– diminuzione dell’apporto di sostanze di nutrimento e ossigeno a causa di una cattiva circolazione sanguigna
– può portare le persone a serrare i denti con conseguenti su attività della bocca ma anche intestinale in quanto la saliva prodotta viene digerita
– aumento dei fenomeni gastrici con formazione di reflusso gastroesofageo o gastrite

Come si cura la fibromialgia

L’approccio osteopatico si riferisce alla presa in carico del paziente, dal punto di vista fisico, emozionale, psicologico (mantenendo sempre i propri ambiti di competenza).

Si utilizzano tecniche riguardanti il miglioramento della circolazione sanguigna e linfatica, che rispettino la via del non dolore, al fine di migliorare la mobilità delle articolazioni e la tensione a livello del tessuto muscolare.

Si associano tecniche di rilascio muscolare (lontano dalla via del dolore), associate ad esercizi di respirazione per aumentare la quantità di ossigeno che porta nutrimento ai tessuti muscolari e aumento della capacità del muscolo di reggere gli sforzi.

Bisogna intervenire poi associando attività fisica, come ad esempio il pilates.
Esso tramite una sequenza di esercizi, permette di migliorare l’attività respiratoria associandola ad un miglioramento della capacità elastica del corpo.

Numerosi studi scientifici hanno evidenziato come, attraverso esercizi aerobici, possa essere gestito il dolore e aumentare la sensazione di benessere grazie alla produzione di alcuni ormoni tra cui le endorfine che sono l’ormone della felicità.

Utile una terapia con lo psicologo o figure similari per evitare che ansia e depressione arrivino a livelli non gestibili e quindi aumentino la pericolosità della malattia

La classe medica, infine, tende ad utilizzare i farmaci per gestire l’insonnia e il dolore fisico, oltre che quando necessario, antidepressivi per gestire la componente psicologica

Conclusione

Il paziente affetto da fibromialgia, deve essere valutato e gestito su diversi aspetti sia fisici che emotivi.

Il corpo segue la legge dell’autoguarigione, pertanto compito dell’osteopata è quello di riuscire a dare il via al processo di recupero, sapendo che non potrà eliminare la patologia.

E’ importante inoltre che vi sia collaborazione tra osteopata, nutrizionista, psicologo, medico al fine di migliorare la qualità della vita del paziente, aiutandolo a migliorare la sua salute mentale e fisica.

E’ importantissima la corretta educazione del paziente ad una attività aerobica di base (come ad esempio la camminata) per mantenere alto i valori ormonali che permettono di avvertire maggiore benessere.

Deve mantenere una buona igiene del sonno evitando di sovraccaricare la mente con cellulare e/o tv almeno 1 ora prima di andare a dormire.

Fondamentale che il paziente si senta preso in carico, e gestito come persona che ha una reale malattia e non come un malato immaginario come purtroppo per troppi anni è stato considerato.

Deve essere gestito e sostenuto in tutto il suo percorso di recupero per migliorare la qualità della sua vita. Questo porta alla diminuzione del dolore quotidiano, al miglioramento della sua sensazione di benessere sia fisico che psicologico.

L ’osteopatia come altre forme di terapia, possono aiutare a ritrovare la propria salute, solo a persone che vogliono guarire davvero.

Il paziente affetto da fibromialgia dovrà essere spronato a voler ottenere la guarigione che consisterà nel miglioramento della sua situazione e nel tornare a vivere in modo qualitativo migliore, gestendo al meglio la situazione.

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